Guide / Etichetta CLP delle candele
Etichetta CLP delle candele nell’UE: che cosa riporta
Pubblicato il 9 ottobre 2026; regole aggiornate al 25 settembre 2026. Un testo di riferimento sull’etichettatura, non un parere legale.
Una candela profumata, una cera profumata da fondere (wax melt) o un diffusore a bastoncini è una miscela chimica. Se la sua fragranza la fa classificare come pericolosa, la sua etichetta è disciplinata dal regolamento CLP, il regolamento (CE) n. 1272/2008, che si applica direttamente in ogni Stato membro dell’UE e, in base al quadro di Windsor, in Irlanda del Nord. Gli elementi dell’etichetta sono quindi gli stessi in ogni Stato membro. Cambia la lingua: l’etichetta deve essere scritta nella lingua ufficiale di ciascun paese in cui si vende. Due obblighi sono propri dell’UE: una candela classificata per un pericolo per la salute o un pericolo fisico ha bisogno di un UFI, e dal 1° luglio 2026 l’etichetta deve identificare un fornitore stabilito nell’UE. Questa guida percorre l’etichetta nell’ordine in cui la elenca il regolamento.
Quando una candela ha bisogno di un’etichetta CLP
L’articolo 17, paragrafo 1, riguarda una miscela classificata come pericolosa e contenuta in un imballaggio. La classificazione viene dai dati CLP o dai dati di sicurezza del Suo fornitore della fragranza, alla percentuale di fragranza che Lei usa; la cera, lo stoppino e il contenitore non la determinano. Per le candele e le cere da fondere i fornitori indicano spesso due risultati: la sensibilizzazione della pelle (H317) e un pericolo a lungo termine per gli organismi acquatici (H411 o H412). I liquidi per diffusori contengono molta più fragranza, spesso in un solvente; per questo sono classificati più spesso e possono aggiungere l’irritazione oculare o l’infiammabilità.
Una candela che non è classificata come sensibilizzante può comunque aver bisogno di una riga. Secondo l’allegato II, punto 2.8, l’etichetta di una miscela che non è essa stessa classificata come sensibilizzante, ma che contiene una sostanza sensibilizzante in concentrazione pari o superiore a quella della tabella 3.4.6 dell’allegato I, reca l’indicazione EUH208 «Contiene (denominazione della sostanza sensibilizzante). Può provocare una reazione allergica». Così una candela senza pittogramma si ritrova con una riga «Contiene Linalool», con i nomi delle sostanze ripresi dalla dichiarazione del fornitore.
Che cosa figura sull’etichetta
L’articolo 17, paragrafo 1, elenca gli elementi:
- Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore. Un sito web o un indirizzo email non sostituisce il numero di telefono.
- La quantità nominale per un prodotto messo a disposizione del pubblico, se non è indicata altrove sull’imballaggio.
- Gli identificatori del prodotto (articolo 18): per una miscela, il nome commerciale o la designazione, più le sostanze che contribuiscono alla sua classificazione rispetto alla tossicità acuta, alla corrosione della pelle o a lesioni oculari gravi, alla mutagenicità sulle cellule germinali, alla cancerogenicità, alla tossicità per la riproduzione, alla sensibilizzazione delle vie respiratorie o della pelle, alla tossicità specifica per organi bersaglio o al pericolo in caso di aspirazione. Quando ne risultano più nomi, ne bastano quattro, a meno che un numero maggiore sia necessario in ragione della natura e della gravità dei pericoli.
- I pittogrammi di pericolo, se del caso (articolo 19).
- Un’avvertenza, se del caso (articolo 20).
- Le indicazioni di pericolo, se del caso (articolo 21).
- I consigli di prudenza, se del caso (articolo 22).
- Una sezione per informazioni supplementari, se del caso (articolo 25): qui vanno EUH208 e l’UFI.
La lingua dell’etichetta
Articolo 17, paragrafo 2: «L’etichetta è scritta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro o degli Stati membri in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato salvo altrimenti previsto dallo Stato membro o dagli Stati membri in questione.» Una candela venduta in Italia ha quindi bisogno di un’etichetta in italiano, la lingua ufficiale dell’Italia, e una candela venduta in Germania di un’etichetta in tedesco; una candela venduta in entrambi i paesi ha bisogno di entrambe le lingue. In Italia il fornitore che immette sul mercato nazionale una miscela senza usare la lingua italiana nell’etichetta è soggetto a una sanzione amministrativa da 3.000 a 18.000 euro (decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 186, articolo 7, comma 2). Si possono usare più lingue di quelle prescritte, purché in tutte le lingue utilizzate siano riportate le stesse informazioni.
Su un’etichetta in più lingue, le indicazioni di pericolo sono raggruppate per lingua, i consigli di prudenza anche, e i gruppi di ciascuna lingua figurano insieme (articolo 32, paragrafi 2 e 3). Il testo è fissato per ogni lingua: le indicazioni di pericolo sono formulate secondo l’allegato III e i consigli di prudenza secondo l’allegato IV, parte 2 (articolo 21, paragrafo 4, e articolo 22, paragrafo 4), ed entrambi gli allegati riportano ogni frase in tutte le lingue ufficiali dell’UE. H317 si legge «Può provocare una reazione allergica cutanea.» in italiano e «May cause an allergic skin reaction.» in inglese, parola per parola dall’allegato. Una traduzione propria, per quanto fedele, non è l’indicazione.
I pittogrammi
I pittogrammi sono i simboli dell’allegato V: un quadrato poggiante su una punta, con un simbolo nero su fondo bianco e un bordo rosso sufficientemente largo da risultare chiaramente visibile (allegato I, punti 1.2.1.1 e 1.2.1.2). La tabella 1.3 fissa le dimensioni per un imballaggio fino a 3 litri: non inferiori a 10 × 10 mm e, possibilmente, almeno 16 × 16 mm. Ogni pittogramma copre inoltre almeno un quindicesimo della superficie dell’etichetta destinata alle informazioni dell’articolo 17, e mai meno di 1 cm² (punto 1.2.1.3). L’articolo 31, paragrafo 2, chiede un colore e una presentazione dell’etichetta tali che il pittogramma sia chiaramente distinguibile.
Quando si applicherebbero più pittogrammi, l’articolo 26 ne toglie alcuni: GHS07 (punto esclamativo) non figura accanto a GHS06 (teschio e tibie incrociate), né per l’irritazione della pelle o degli occhi accanto a GHS05 (corrosione), né per la sensibilizzazione della pelle o l’irritazione della pelle e degli occhi quando GHS08 (pericolo per la salute) si applica per la sensibilizzazione delle vie respiratorie. Una candela classificata per la sensibilizzazione della pelle e la tossicità acquatica reca GHS07 e, per il pericolo acuto di categoria 1 o il pericolo cronico di categoria 1 o 2 per l’ambiente acquatico, GHS09. Le categorie di pericolo cronico 3 e 4 non hanno pittogramma.
Avvertenza e indicazioni di pericolo
Una sola avvertenza, secondo la classificazione più grave: quando sull’etichetta figura «Pericolo», non vi figura «Attenzione» (articolo 20, paragrafo 3). Le indicazioni di pericolo riportano esattamente il testo dell’allegato III (articolo 21, paragrafo 4); H412 si legge quindi «Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.», non una versione abbreviata. I pittogrammi, l’avvertenza, le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza figurano insieme sull’etichetta (articolo 32, paragrafo 1).
I consigli di prudenza
I consigli di prudenza si scelgono, non si ricavano: secondo l’articolo 22, paragrafo 3, sono scelti in base ai criteri dell’allegato IV, parte 1, tenendo conto delle indicazioni di pericolo e dell’impiego previsto. L’articolo 28 elimina poi i consigli di prudenza palesemente ridondanti o superflui, mantiene un consiglio di prudenza sullo smaltimento per un prodotto fornito al pubblico, salvo che non ne sia richiesto nessuno, e limita l’etichetta a non più di sei consigli di prudenza, se non quando lo richiedono la natura e la gravità dei pericoli. Poiché la scelta dipende da come si usa il prodotto, i nostri strumenti la lasciano a Lei: indicano che i consigli di prudenza sono richiesti e stampano quelli che Lei sceglie dalla scheda di dati di sicurezza del Suo fornitore.
L’UFI
Per una candela classificata per un pericolo per la salute o un pericolo fisico, l’allegato VIII richiede, prima dell’immissione sul mercato, una trasmissione di informazioni all’organismo designato da ciascuno Stato membro in cui è venduta (parte A, punto 3.1), un obbligo in vigore per le miscele per l’uso da parte del consumatore dal 1° gennaio 2021 (punto 1.1). La trasmissione si fa con un identificatore unico di formula (UFI) che Lei crea con il generatore gratuito dell’ECHA (punto 5.1), e l’articolo 25, paragrafo 7, lo riporta sull’etichetta nella forma «UFI:» seguita dal codice, chiaramente visibile, leggibile e indelebile (punto 5.2). Una candela classificata solo per l’ambiente acquatico non rientra nell’obbligo. I dettagli, da quali profumazioni hanno bisogno di un proprio codice a quando una modifica ne richiede uno nuovo, sono nella pagina Serve un UFI per vendere candele nell’UE?
Un fornitore stabilito nell’UE
Dal 1° luglio 2026 l’articolo 4, paragrafo 11, dispone: «Una sostanza o miscela è immessa sul mercato solo se un fornitore stabilito nell’Unione, che è identificato sull’etichetta, nel corso di un’attività industriale o professionale soddisfa le prescrizioni del presente regolamento per quanto riguarda le sostanze o la miscela in questione.» Un produttore stabilito nell’UE è quel fornitore, e il nome e l’indirizzo previsti dall’articolo 17, paragrafo 1, lettera a), lo identificano. Un produttore con sede fuori dall’UE, in Gran Bretagna o negli Stati Uniti per esempio, ha bisogno di un fornitore stabilito nell’UE che si assuma questi obblighi e sia indicato sull’etichetta.
Piccoli imballaggi, cartellini, etichette pieghevoli e digitali
Quando un imballaggio è troppo piccolo per l’etichetta completa, l’articolo 29, paragrafo 1, e l’allegato I, punto 1.5.1, consentono di riportare gli elementi dell’etichetta su un cartellino pendente o su un imballaggio esterno, con un insieme minimo che resta sull’imballaggio interno. Quando anche questo è impossibile, un imballaggio che non contiene più di 125 ml può omettere alcune indicazioni, ma mai H317 (articolo 29, paragrafo 2, e punto 1.5.2). Dal 1° luglio 2026 l’etichetta può anche essere un’etichetta pieghevole (articolo 31, paragrafo 1, e allegato I, punto 1.2.1.6). Un’etichetta digitale, raggiungibile con un codice sull’imballaggio, può aggiungersi all’etichetta fisica ma non la sostituisce, salvo per i pochi elementi elencati nell’allegato I, punto 1.6 (articolo 34 bis). La pagina Dove va l’etichetta CLP sulle cere profumate da fondere? descrive ogni possibilità in dettaglio.
Dal 1° gennaio 2028: dimensione dei caratteri e colore
Il regolamento (UE) 2024/2865 aggiunge regole di formato che si applicano dal 1° gennaio 2028, dopo che il regolamento (UE) 2025/2439 le ha rinviate dal 2027: un’altezza della x di almeno 1,2 mm su un imballaggio fino a 0,5 litri e di 1,4 mm fino a 3 litri (la nuova tabella 1.3), e un testo stampato in nero su fondo bianco, con un unico carattere senza grazie facilmente leggibile e un’interlinea di almeno il 120 % della dimensione del carattere (il nuovo punto 1.2.1.5). Un’etichetta può seguirle prima. La Commissione ha proposto di semplificarle prima che si applichino (COM(2025) 531); i dettagli possono quindi ancora cambiare.
Irlanda del Nord e Gran Bretagna
L’Irlanda del Nord applica il CLP dell’UE in base al quadro di Windsor; tutto ciò che è in questa pagina vale quindi anche lì, UFI compreso. La Gran Bretagna ha una propria versione del regolamento, il CLP britannico (GB CLP): gli stessi elementi dell’etichetta, scritti in inglese, senza UFI e senza le modifiche del 2026. Ne tratta la guida per il Regno Unito (in inglese).
Gli errori su cui il regolamento è preciso
- Indicazioni tradotte da sé. Ogni lingua usa il testo dell’allegato III e dell’allegato IV (articolo 21, paragrafo 4, e articolo 22, paragrafo 4).
- Lingue mescolate. Su un’etichetta multilingue, le indicazioni sono raggruppate per lingua (articolo 32, paragrafi 2 e 3).
- Due avvertenze. «Pericolo» e «Attenzione» non figurano mai insieme su un’etichetta (articolo 20, paragrafo 3).
- Pittogrammi sotto i 10 mm. Un rombo più piccolo per stare su un barattolo piccolo viola la tabella 1.3; si usi un’etichetta più grande o un cartellino.
- Nessun numero di telefono. Nome, indirizzo e numero di telefono, tutti e tre (articolo 17, paragrafo 1, lettera a)).
- L’UFI della fragranza. Quel codice appartiene alla trasmissione della fragranza; una candela classificata ha bisogno del proprio.
- «non tossico», «innocuo», «ecologico». L’articolo 25, paragrafo 4, vieta indicazioni quali «non tossico», «innocuo», «non inquinante» o «ecologico», e qualsiasi altra indicazione secondo cui la miscela non è pericolosa o non coerente con la sua classificazione, sull’etichetta o sull’imballaggio.
Risposte brevi alle domande dei produttori
Ognuna è una pagina a sé, che risponde a partire dal testo indicando l’articolo, e ognuna rimanda allo strumento.
- Le cere profumate da fondere richiedono l’etichetta CLP?
- Serve un UFI per vendere candele nell’UE?
- Sull’etichetta della candela va il mio indirizzo di casa?
- La percentuale di fragranza cambia l’etichetta CLP?
- Etichetta CLP per una miscela di fragranze fatta da sé
- Dove va l’etichetta CLP sulle cere profumate da fondere?
- Posso rinominare la fragranza su un’etichetta CLP?
- Serve un codice a barre per vendere prodotti artigianali?
- Candele ai mercatini o in regalo: serve l’etichetta CLP?
Domande frequenti
Serve un UFI sulle candele vendute nell’UE?
Sì, se la candela è classificata per un pericolo per la salute o un pericolo fisico, e la sensibilizzazione della pelle (H317) è un pericolo per la salute. L’allegato VIII richiede, prima dell’immissione sul mercato, una trasmissione di informazioni all’organismo designato di ciascuno Stato membro in cui la candela è venduta, e l’UFI figura sull’etichetta nella forma «UFI:» seguita dal codice (articolo 25, paragrafo 7; allegato VIII, parte A, punti 3.1 e 5.2). Una candela classificata solo per l’ambiente acquatico, per esempio con la sola H412, non ha bisogno né della trasmissione né dell’UFI.
Un’etichetta può servire per più paesi dell’UE?
Sì. L’articolo 17, paragrafo 2, consente di usare più lingue di quelle prescritte dagli Stati membri, purché in tutte le lingue utilizzate siano riportate le stesse informazioni. Raggruppi le indicazioni di pericolo per lingua e i consigli di prudenza per lingua, e tenga insieme i gruppi di ciascuna lingua (articolo 32, paragrafi 2 e 3).
Posso tradurre da me le indicazioni di pericolo?
No. Le indicazioni di pericolo sono formulate secondo l’allegato III e i consigli di prudenza secondo l’allegato IV, parte 2 (articolo 21, paragrafo 4, e articolo 22, paragrafo 4), ed entrambi gli allegati danno il testo ufficiale in ogni lingua ufficiale dell’UE. Un’etichetta in italiano usa il testo italiano dell’allegato, non una traduzione dall’inglese.
Produco candele nel Regno Unito o negli Stati Uniti. Posso venderle nell’UE?
Dal 1° luglio 2026 l’articolo 4, paragrafo 11, dispone che una miscela sia immessa sul mercato solo se un fornitore stabilito nell’Unione, identificato sull’etichetta, soddisfa per essa le prescrizioni del regolamento. Un’etichetta per l’UE deve quindi indicare un fornitore stabilito nell’UE che si assuma questi obblighi, tra cui la trasmissione delle informazioni per i centri antiveleni prevista dall’allegato VIII. Come lo organizzi un piccolo produttore che vende per corrispondenza o tramite un marketplace riguarda il produttore, un eventuale partner nell’UE e il marketplace; il regolamento non lo dice.
Quanto devono essere grandi i pittogrammi?
Per gli imballaggi fino a 3 litri, la tabella 1.3 dell’allegato I fissa ogni pittogramma a non meno di 10 × 10 mm e, possibilmente, ad almeno 16 × 16 mm, e l’etichetta, possibilmente, ad almeno 52 × 74 mm. Ogni pittogramma deve inoltre coprire almeno un quindicesimo della superficie dell’etichetta destinata alle informazioni dell’articolo 17, e almeno 1 cm² (punto 1.2.1.3).
Fonti
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP), versione consolidata del 01.07.2026, CELEX 02008R1272, versioni italiana e inglese: articolo 4, paragrafo 11, articoli da 17 a 22, 25, 26, 28, 29, 31, 32 e 34 bis; allegato I, punti 1.2.1, 1.5 e 1.6, e tabella 3.4.6; allegato II, punto 2.8; allegati III, IV e V; allegato VIII, parte A, punti 1.1, 3.1, 5.1 e 5.2
- Decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 186 (disciplina sanzionatoria per la violazione del regolamento (CE) n. 1272/2008), articolo 7, comma 2, testo vigente su Normattiva, letto il 9 ottobre 2026
- Regolamento (UE) 2024/2865: articolo 1, punto 3), lettera b) (articolo 4, paragrafo 11), punti 13) e 15) (articoli 29 e 31); allegato I, punti 2), 3) e 4) (punti 1.2.1.4, 1.2.1.5 e 1.2.1.6), letto su EUR-Lex il 21 settembre 2026 (versione inglese)
- Regolamento (UE) 2025/2439, articolo 1: articolo 2, paragrafi 2 e 3 bis, del regolamento (UE) 2024/2865 come modificato (applicazione dal 1° luglio 2026, e dal 1° gennaio 2028 per i punti 1.2.1.4 e 1.2.1.5), letto su EUR-Lex il 25 settembre 2026 (versione inglese)
- Commissione europea, proposta COM(2025) 531 (semplificazione delle regole di formato del CLP, ancora all’esame del Parlamento e del Consiglio)
- HSE, «Classification, labelling and packaging of chemicals (CLP) in GB or NI» (l’Irlanda del Nord applica il CLP dell’UE)
Gli stessi testi da cui sono trascritte, e con cui sono confrontate, la tabella dei pericoli e le regole per regione del nostro strumento per candele. Un testo di riferimento sull’etichettatura, non un parere legale; Lei resta responsabile dell’etichettatura del Suo prodotto.