Guide / UFI delle candele
Serve un UFI per vendere candele nell’UE?
Pubblicazione: 9 ottobre 2026. Ultimo controllo delle regole: 25 settembre 2026. Un testo di riferimento sull’etichettatura, non un parere legale.
Sì, se la candela è classificata per un pericolo per la salute o un pericolo fisico. Prima che una candela del genere sia immessa sul mercato dell’UE, la sua composizione è trasmessa all’organismo che ciascuno Stato membro in cui è venduta ha designato per riceverla, e l’identificatore unico di formula (UFI) di 16 caratteri della trasmissione figura sull’etichetta nella forma «UFI:» seguita dal codice. La sensibilizzazione della pelle (H317), la classificazione che la cera profumata reca più spesso, è un pericolo per la salute. Una candela classificata solo per l’ambiente acquatico non ha bisogno né della trasmissione né dell’UFI.
Quali candele ne hanno bisogno
L’allegato VIII, parte A, punto 3.1, riguarda le miscele «classificate come pericolose in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici», e per le miscele per l’uso da parte del consumatore si applica dal 1° gennaio 2021 (punto 1.1). Per una candela, una cera profumata da fondere o un diffusore ciò significa H317, l’irritazione della pelle o degli occhi, l’infiammabilità o qualsiasi altra classificazione per la salute o fisica nei dati del Suo fornitore alla percentuale di fragranza che Lei usa. Le classificazioni per l’ambiente acquatico, da H410 a H413, sono ambientali e non contano. Una candela che reca solo la riga EUH208 non è classificata affatto; quindi non ha bisogno nemmeno dell’UFI.
Prima la trasmissione
Le informazioni vanno agli organismi designati a norma dell’articolo 45, paragrafo 1, nello Stato membro o negli Stati membri in cui la candela è immessa sul mercato, prima che vi sia immessa (punto 3.1). Sono trasmesse per via elettronica in un formato XML che l’ECHA mette a disposizione a titolo gratuito (punto 3.1), nella lingua o nelle lingue ufficiali di ciascuno di quegli Stati membri, salvo altrimenti previsto da uno Stato membro (punto 3.3). La parte B elenca che cosa contiene la trasmissione, dall’identificatore del prodotto e dalla classificazione fino alla composizione.
Dove va l’UFI
L’UFI lo crea Lei, con i mezzi elettronici che l’ECHA mette a disposizione gratuitamente (punto 5.1). L’articolo 25, paragrafo 7, lo colloca nelle informazioni supplementari dell’etichetta, preceduto dall’acronimo «UFI» in lettere maiuscole e seguito da due punti, chiaramente visibile, leggibile e indelebile (punto 5.2). In alternativa può essere stampato o apposto sull’imballaggio interno, assieme agli altri elementi dell’etichetta (punto 5.3). In entrambi i casi resta con i pittogrammi, l’avvertenza e le indicazioni (articolo 32, paragrafo 4).
Più profumazioni: codici separati o un gruppo
Ogni profumazione è una miscela diversa; di regola, quindi, ogni profumazione classificata è una trasmissione a sé, con il proprio UFI. Il punto 4 della parte A ammette una trasmissione di gruppo per più miscele che hanno la stessa classificazione per i pericoli per la salute e i pericoli fisici (punto 4.1), a una di due condizioni: tutte contengono gli stessi componenti negli stessi intervalli di concentrazione (punto 4.2), oppure la differenza nella composizione riguarda solamente i profumi e la concentrazione totale dei differenti profumi contenuti in ciascuna miscela non supera il 5 % (punto 4.3). Le profumazioni la cui fragranza diversa rappresenta più del 5 % della candela non rientrano nel punto 4.3. Quando esiste una trasmissione di gruppo con profumi, modificare quei profumi o aggiungerne di nuovi non richiede un nuovo UFI (punto 5.1).
Quando una modifica richiede un nuovo UFI
L’UFI identifica una formulazione, non un lotto. La parte B, punto 4.1, richiede un aggiornamento della trasmissione prima della vendita di una candela modificata quando, tra l’altro, un componente indicato è aggiunto, sostituito o soppresso, o la concentrazione di un componente esce dall’intervallo trasmesso; le stesse modifiche della composizione richiedono un nuovo UFI (punto 5.1). Anche una nuova classificazione per i pericoli per la salute o i pericoli fisici richiede un aggiornamento. Una percentuale di fragranza più alta può cambiare la classificazione stessa; vi risponde una pagina a parte: Cambiare la percentuale di fragranza cambia l’etichetta CLP?
Non il codice della fragranza
L’UFI stampato sul flacone di una fragranza appartiene alla trasmissione del fornitore per quella fragranza. La Sua candela, cera e fragranza insieme, è una miscela diversa, e una candela classificata ha bisogno di un UFI creato per essa da chi la immette sul mercato.
Vendere nell’UE da fuori
Dal 1° luglio 2026 l’articolo 4, paragrafo 11, richiede che un fornitore stabilito nell’UE, identificato sull’etichetta, soddisfi le prescrizioni del regolamento CLP per una miscela immessa sul mercato dell’UE, trasmissione compresa. Un produttore con sede in Gran Bretagna o negli Stati Uniti ha quindi bisogno di questo fornitore prima ancora che si ponga la questione dell’UFI; la guida all’etichetta CLP delle candele nell’UE tratta il resto dell’etichetta. La Gran Bretagna non prevede alcun UFI, come spiega la risposta per il Regno Unito (in inglese).
Domande correlate
Posso riprendere l’UFI stampato sul flacone della mia fragranza?
No. Quell’UFI rimanda alla trasmissione del fornitore per la fragranza, una miscela diversa dalla Sua candela. Secondo l’allegato VIII, parte A, punto 5.1, un UFI collega le informazioni trasmesse sulla composizione alla miscela o al gruppo di miscele per cui è stato creato; una candela classificata ha quindi bisogno di un UFI creato per la candela.
Più profumazioni possono condividere un UFI?
Solo con una trasmissione di gruppo. L’allegato VIII, parte A, punto 4, ammette una trasmissione singola per più miscele che hanno la stessa classificazione per i pericoli per la salute e i pericoli fisici, o con gli stessi componenti negli stessi intervalli di concentrazione (punto 4.2), o quando la differenza nella composizione riguarda solamente i profumi, purché la concentrazione totale dei differenti profumi in ciascuna miscela non superi il 5 % (punto 4.3). Le profumazioni che non soddisfano nessuna delle due condizioni sono trasmissioni separate, ognuna con il proprio UFI.
La mia candela è classificata solo H412. Mi serve un UFI?
No. Il punto 3.1 riguarda le miscele classificate come pericolose in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici. Un pericolo per l’ambiente acquatico non è né l’uno né l’altro; una candela che reca solo H410, H411, H412 o H413 non rientra quindi nell’obbligo. La sensibilizzazione della pelle (H317) è un pericolo per la salute e vi rientra.
Modificare la ricetta richiede un nuovo UFI?
Può succedere. L’aggiunta, la sostituzione o la soppressione di un componente da indicare, o una concentrazione che esce dall’intervallo trasmesso, richiede un aggiornamento della trasmissione prima della vendita della candela modificata (parte B, punto 4.1), e queste stesse modifiche richiedono un nuovo UFI (parte A, punto 5.1). In una trasmissione di gruppo con profumi, una modifica che riguarda solo i profumi, o ne aggiunge di nuovi, mantiene l’UFI.
In quale lingua è redatta la trasmissione?
Nella lingua o nelle lingue ufficiali di ciascuno Stato membro in cui la candela è immessa sul mercato, salvo altrimenti previsto da quello Stato membro (allegato VIII, parte A, punto 3.3).
Fonti
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP), versione consolidata del 01.07.2026, versioni italiana e inglese: articolo 25, paragrafo 7, e articolo 32, paragrafo 4; allegato VIII, parte A, punti 1.1, 3.1, 3.3, da 4.1 a 4.3 e da 5.1 a 5.3; parte B, punto 4.1
- Regolamento (UE) 2024/2865, articolo 1, punto 3), lettera b) (nuovo articolo 4, paragrafo 11, del regolamento CLP) e articolo 2, paragrafo 2 (applicazione dal 1° luglio 2026), letto su EUR-Lex il 21 settembre 2026 (versione inglese)
- HSE, «Classification, labelling and packaging of chemicals (CLP) in GB or NI» (l’Irlanda del Nord applica il CLP dell’UE)
I documenti su cui si basa questa risposta. Un testo di riferimento sull’etichettatura, non un parere legale; dell’etichettatura del Suo prodotto resta responsabile Lei.